I preventivi e le consulenze sono gratuite, contattateci per fissare un appuntamento!

Dosatore di polifosfati

All’interno del bicchierino sono presenti fosfati di sodio e potassio ( ad uso alimentare) che proporzionalmente vengono rilasciati nell’impianto. I fosfati si uniscono agli ioni di calcio (responsabili del calcare) presenti nell’acqua creando una sorta di schermatura degli stessi ioni di calcio impedendo la loro precipitazione e quindi la conseguente formazione di calcare.

Ci sono alcuni aspetti che vanno considerati quando si installa un dosatore di polifosfati, in particolare è importante valutare la temperatura di esercizio da impostare nella caldaia, perché i fosfati di sodio e di potassio mutano il loro comportamento una volta che l'acqua supera i 70 gradi centigradi. Oltre questo limite, infatti, tendono ad accumularsi e a creare sulle tubature dei residui che, nella sostanza, non differiscono troppo da quelli causati dal calcare.
Quando tariamo noi la caldaia non andiamo mai oltre i 50 gradi per quanto riguarda l'acqua sanitaria e non superiamo i 70 gradi per quella dell'impianto di riscaldamento.


L'addolcitore

L’addolcitore non fa altro che “trattare” l’acqua dura facendola passare attraverso delle resine cationiche ed in questo passaggio i sali di calcio e magnesio vengono trasformati in sali di sodio ottenedo un acqua in uscita addolcita e leggera cioè quando apriamo il rubinetto scorre un’acqua più pulita e negli stessi elettrodomestici arriva completamente priva di calcare.

Questo processo porta ad un progressivo esaurimento del potere di scambio delle resine, che rende necessaria la rigenerazione con cloruro di sodio in soluzione acquosa, infatti l’addolcitore ha un contenitore in cui è necessario versare del semplice sale da cucina ( in genere sono pastiglie di sale vendute appositamente) per avere sempre a disposizione una soluzione acquosa di cloruro di sodio che servirà per il lavaggio delle resine per riottenere la loro operatività. . L’intera fase di rigenerazione avviene in forma completamente automatica, l’unico accorgimento richiesto è integrare periodicamente il sale nell’apposito contenitore.

Per la prevenzione dalle incrostazioni calcaree gli addolcitori a scambio ionico offrono le maggiori garanzie di successo rispetto alle altre tecnologie disponibili sul mercato.


L’acqua purificata: Osmosi inversa

Il metodo di purificazione più efficace è sicuramente quello dell’osmosi inversa, che ha valenza universale, vale a dire che funziona indipendentemente dal tipo di inquinante da eliminare, ed è l’unico sistema che offre la garanzia di fermare la maggior parte delle sostanze inquinanti prima che arrivino al rubinetto, istallando, prima del rubinetto, un appropriato impianto ad osmosi inversa si sarà in grado di eliminare tutte le sostanze dannose (cloro, batteri, virus, nitrati, arsenico, metalli pesanti, ecc.) e di migliorare, oltre che la qualità, anche il gusto dell’acqua.

L’acqua viene spinta, tramite una pressione, contro le membrane contenute all’interno le quali hanno dei fori tali che l’acqua e i minerali riescono a penetrare, mentre tutto il resto no, e continua a scorrere via.
L’acqua che è riuscita a passare attraverso le membrane, è tornata ad essere molto leggera e pura, in quanto non ha più al proprio interno tutte le sostanze precedentemente accumulate, e va direttamente al rubinetto di casa vostra.
Ovviamente, non tutta l’acqua riesce ad entrare nelle membrane osmotiche, in quanto una parte deve continuare a scorrere portando con sé tutte le sostanze inquinanti che altrimenti otturerebbero i fori delle membrane, e questa parte di acqua va direttamente nello scarico. Quindi, come potete vedere, l’osmosi inversa non è un sistema classico di filtrazione, ma un vero e proprio separatore molecolare.
Praticamente l’osmosi inversa separa l’acqua dalle altre sostanze, e indirizza quella pura verso un’uscita, e quella sporca verso un’altra.
In questo modo all’interno delle membrane, non rimane niente. Se entra un litro di acqua, altrettanta ne esce, e lo stesso dicasi per tutte le sostanze, in quanto vengono espulse fuori dopo che è avvenuta la separazione dall’acqua.


Microfiltrazione

La microfiltrazione è quel processo di filtrazione che elimina tutte le particelle normalmente contenute in un liquido, con diametro superiore a 0.5 micron (da qui deriva il nome “microfiltrazione”). Si può avere un’idea di quanto sia grande un micron pensando che la sezione di un capello umano è in media di 45 micron.
Si tratta di un processo molto simile a quello di osmosi inversa, da cui differisce quasi esclusivamente per le dimensioni delle particelle trattenute.

La microfiltrazione avviene per mezzo di filtri, con un diametro dei pori uguale a 0,5 micron, i quali impediscono il passaggio di tutte le particelle solide e ogni tipo di residuo in sospensione presente nell’acqua (sabbie, detriti, ruggine, alghe e sedimenti vari)   ma senza togliere i sali minerali indispensabili al nostro organismo: magnesio, calcio, sodio e potassio.

Grazie all’abbinamento con un carbone attivo, dalla straordinaria capacita’ di rimuovere cattivi odori e sapori come quelli del cloro ed i suoi sottoprodotti(atrazina, solventi, pesticidi, clorurati) l’acqua microfiltrata che si ottiene è molto piu’ gradevole al gusto e piacevole da bere